Il regime forfettario è tra le voci più attese del disegno di legge di Bilancio 2027. Il testo approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026 e trasmesso alla Camera alza il limite di ricavi e compensi da 85.000 a 100.000 euro. A prima vista sembra una semplice estensione, ma le soglie diventano di fatto tre e l'IVA segue una strada diversa rispetto alle imposte sui redditi. Vediamo chi è interessato, cosa cambia e come prepararsi. Chi è interessato La misura riguarda soprattutto i professionisti, gli artigiani e i piccoli commercianti che si avvicinano al tetto attuale. Secondo i dati riportati dalla stampa, la platea è di circa 41.000 contribuenti e il costo stimato per il 2027 è di circa 247 milioni di euro. Il regime resta quello noto: imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti. Le nuove soglie: il "doppio binario" L'articolo 9 del disegno di legge separa le imposte sui redditi dall'IVA, perch...
Il disegno di legge di Bilancio 2027 ha lasciato Palazzo Chigi ed è arrivato alla Camera. Dopo settimane di ipotesi, ora c'è un testo su cui ragionare: il Consiglio dei ministri lo ha approvato il 28 ottobre 2026 e la versione bollinata, composta da 157 articoli, è circolata due giorni dopo. Per chi vive di stipendio o pensione, due sono i capitoli da guardare: il ritocco allo scaglione centrale dell'IRPEF e il pacchetto di tassazioni agevolate in busta paga. Vediamo cosa dice il testo, a chi si rivolge e quali cautele servono, visto che il Parlamento può ancora modificarlo. IRPEF: il 33% arriva a 55.000 euro, ma per ora solo nel 2027 L'articolo 9 del disegno di legge interviene sull'articolo 11 del TUIR. Per il 2027 le aliquote sarebbero tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 55.000 euro, 43% oltre i 55.000 euro. Oggi il secondo scaglione si ferma a 50.000 euro. La differenza si concentra quindi sulla fetta di reddito imponibile tra 50.000 e 55.000 euro, ...